Privacy e contenzioso penale datore di lavoro
06/04/2011

Privacy e contenzioso penale datore di lavoro

  

In materia di privacy e diritto del lavoro il Garante ha affermato come se è vero che un impresa (provv. 1786116 sul sito del Garante) non può accedere ai file del dipendente può tuttavia conservarli per far valere i suoi diritti

Il diritto alla riservatezza dei lavoratori deve essere, infatti, bilanciato con la possibilità per le imprese di tutelarsi nell'ambito di eventuali procedimenti penali.

Lo ha chiarito il Garante decidendo sul ricorso di un dipendente che chiedeva al suo ex datore di lavoro di cancellare alcune cartelle personali presenti nel computer portatile restituito dopo il licenziamento, opponendosi ad ogni ulteriore uso dei suoi dati contenuti nel pc.

Nelle cartelle personali erano infatti conservate e-mail, fotografie e altra documentazione di esclusiva valenza personale.

Nel corso dell'istruttoria, la società ha però affermato che proprio in quel materiale potevano essere presenti prove della concorrenza sleale posta in essere dal dipendente insieme ad altri colleghi.

L'impresa intendeva quindi produrre l'hard disk del computer, senza alterazione alcuna, a disposizione dell'autorità giudiziaria al fine di far valere i propri diritti.

Il Garante quindi non ha accolto la richiesta avanzata dall'interessato di far cancellare i dati, ma ha deciso di inibire alla società l'accesso alle cartelle private poiché il trattamento dei dati personali estranei all'attività lavorativa avrebbe violato i principi di pertinenza e non eccedenza previsti dal Codice della privacy.

L'Autorità ha però riconosciuto il diritto dell'impresa di conservare i file del dipendente al fine di poterli eventualmente presentare come prova nell'ambito del contenzioso penale.

L'acquisizione dei dati nel procedimento dovrà comunque avvenire su precisa disposizione del giudice.

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