Più tempo per adeguarsi alla privacy
03/01/2006

Più tempo per adeguarsi alla privacy

Per la privacy ancora un nuova proroga. Slitta infatti dal 31 dicembre 2005 al 31 marzo 2006 il termine entro il quale adottare le misure minime per il trattamento dei dati personali, effettuato con o senza l’ausilio di strumenti elettronici. La proroga è contenuta nel decreto legge n. 273/05, pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 303 del 30/12/05, che oltre alla privacy, rimette mano ad altri termini di adeguamento (tra i quali segnaliamo: incenerimento di rifiuti, antincendio e codice della strada). Tre mesi in più, dunque, per predisporre il documento programmatico sulla sicurezza del trattamento dei dati personali (Dps). Il documento sulla sicurezza era già previsto dalla vecchia normativa sulla privacy, ma il nuovo codice, il d.lgs. n. 196/03, in vigore dal 1° gennaio 2004, ne ha esteso la portata, prevedendo che debba essere aggiornato entro fine marzo di ogni anno. Inizialmente il Dps era obbligatorio solo per chi effettuava una gestione dei dati sensibili e giudiziari tramite elaboratori accessibili mediante una rete di telecomunicazioni disponibili al pubblico; ora l’obbligo interessa tutti coloro che – soggetti pubblici o privati – si servono per il trattamento di questi dati, di strumenti elettronici. Dunque, il Dps non è un adempimento del tutto nuovo. La proroga, come ha sottolineato il segretario generale del Garanate, ha inoltre razionalizzato le scadenze: si sarebbe, infatti, dovuto preparare un documento entro la fine dell’anno per poi rifarlo entro il 31 marzo. Per quanto riguarda la pubblica amministrazione, slitta a fine febbraio l’obbligo di dotarsi di regolamenti, predisposti anche secondo schemi-tipo autorizzati dal Garante, contenti le regole per il trattamento dei dati sensibili. Anche gli uffici pubblici guadagnano un po’ di tempo, la scadenza era infatti prevista per fine dicembre. La normativa privacy ha coinvolto gli uffici pubblici sin dal 1999, quando venne stabilito che potevano utilizzare i dati sensibili solo in presenza di un’adeguata copertura legislativa e dopo un accurato monitoraggio delle informazioni in loro possesso. Al riguardo si deve ricordare che sono arrivati i primi regolamenti-tipo approvati dal Garante, come quello predisposto assieme all’Anci (l’Associazione nazionale dei comuni italiani), che riguarda gli enti locali, o quello messo a punto con la Crui (la Conferenza dei Rettori delle università italiane), relativo alle Università.

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