Regione Lombardia: modello di organizzazione 231/01
22/02/2010

Regione Lombardia: modello di organizzazione 231/01

  

Con la D.g.r. 23 dicembre 2009 - n. 8/10882 (B.U.R.L. n. 1 Serie Ord.) avente ad oggetto “l’erogazione dei servizi di istruzione e formazione professionale nonche´ dei servizi per il lavoro – Procedure e requisiti per l’accreditamento degli operatori pubblici e privati e indicazioni per il funzionamento dei relativi Albi regionali”, la Regione Lombardia ha tra l’altro previsto, con l’esclusione degli enti pubblici territoriali e degli altri enti pubblici non economici, l’obbligo di adozione, nei termini e con le modalità che verranno successivamente definite con apposito decreto, del Modello Organizzativo e Gestionale di cui al d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231 quale leva per il miglioramento dell’organizzazione interna degli operatori accreditati nonchè quale strumento di garanzia sul corretto svolgimento di interventi attuati con risorse pubbliche, per i seguenti soggetti:

a) per le imprese che offrono percorsi formativi di istruzione e formazione professionale di cui all’art. 11, c. 1 e 2 l.r. 19/2007 e specificamente:

– percorsi di secondo ciclo, per l’assolvimento del diritto-dovere e dell’obbligo di istruzione, di durata triennale cui consegue una qualifica di II livello europeo, nonché di un quarto anno cui consegue una certificazione di competenza di III livello europeo;

– percorsi successivi al secondo ciclo, di istruzione e formazione tecnica superiore, di durata annuale, biennale o

triennale, cui consegue una certificazione di competenza di IV livello europeo;

– quinto anno integrativo, realizzato di intesa con le università, con l’alta formazione artistica, musicale e coreutica, ai fini dell’ammissione all’esame di Stato per l’accesso all’università, all’alta formazione artistica, musicale e coreutica;

– specializzazione professionale, formazione continua, formazione permanente e formazione abilitante.

b) per le imprese che offrono percorsi formativi di istruzione e formazione professionale di cui all’art. 11, c. 2 l.r. 19/2007 e specificamente: specializzazione professionale, formazione continua, formazione permanente e formazione abilitante.

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